Corriere del Mezzogiorno  – di Stefania Melucci 20 giugno 2012

NAPOLI – La parola Omm sta per Orchestra multietnica mediterranea, melting pot musicale nato ai piedi del Vesuvio. Artisti provenienti da tutto il mondo hanno trovato il loro equilibrio tra melodie e note all’interno di un gruppo variegato che attraversa i differenti continenti. Un mix di dialetti e lingue che s’intrecciano nei testi realizzati. Un viaggio dall’Europa all’Africa, passando per l’est asiatico. Sri Lanka, Croazia, Nigeria, Albania e Italia sono solo alcuni dei paesi di provenienza dei ventuno elementi dell’Orchestra multietnica mediterranea, nata da un’idea di Giovanni Guarrera e Romilda Bocchetti. “Il lavoro è iniziato circa un anno fa – spiega Romilda Bocchetti, voce del gruppo – grazie alle associazioni Garibaldi 101 e Orchestra dei Liberi pensatori siamo riusciti a creare un gruppo affiatato, capace di confrontarsi e condividere una bella esperienza. Speriamo che questa possa essere una opportunità lavorativa anche per chi si è avvicinato alla musica recentemente”.

 

I PROVINI – Un lavoro di ricerca per provinare i ragazzi da inserire nell’orchestra. Successivamente, una volta creato il gruppo, sono iniziate le esercitazioni in studio con le tante ore passate nella sala prove di via Scarfoglio. Tra i ragazzi, anche un gruppo di richiedenti asilo provenienti dalla Nigeria arrivati lo scorso mese di luglio a Lampedusa. Il lavoro è appena iniziato, nel mix di generi e culture, si potranno aggiungere nuovi elementi. “A Napoli non esisteva una cosa simile – aggiunge il direttore artistico Giovanni Guarrera – capace di unire, aggregare attraverso musicalità e generi differenti. So solo che c’è una voglia di scambio, questa voglia di incontro tra le culture”.

 

LA FESTA – Il primo debutto sarà a Napoli, in piazza del Gesù: i ragazzi saliranno sul palco il 21 giugno alle ore 21, in occasione della Festa della Musica, special guest sarà il jazzista Max Puglia. Tanta emozione e adrenalina per chi affronterà il pubblico, soprattutto la prima volta: “C’è un po’ di paura – spiegano durante le prove – serve soprattutto per dare il meglio”.

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